giovedì 18 settembre 2014

Un nuovo rapporto con la Cina


La Cina avrebbe bisogno di non essere vista solo come “mercato emettitore”, come grande occasione di sviluppo per l’incoming del nostro Paese e di quelli europei, e grande opportunità per l’indotto economico e la creazione di posti di lavoro.

Ci sarebbe bisogno, piuttosto, di uscire da questa visione unidirezionale dei rapporti con la Cina, perché se da un lato è utile comprendere quale sia già ora, e quale potrebbe essere il contributo della Cina allo sviluppo turistico del nostro paese, altrettanto importante sarebbe delineare quale contributo possa dare la nostra cultura, e possiamo dare noi, ad un nuovo modello di sviluppo turistico in Cina.

Quando ho pensato di coordinare un libro bianco sul turismo cinese in Italia, ho pensato a questo doppio binario:

-    conoscere meglio quanto è accaduto in Cina in questi anni, così da riuscire a comprendere fino in fondo quanto potrebbe essere importante questo mercato per il nostro Paese, visto che sino ad oggi non sono stati raggiunti risultati che invece potrebbero essere a portata di mano;
-    e contemporaneamente riflettere, assieme agli amici cinesi, sul nostro modo di affrontare il turismo, di valorizzare i territori, e sul contributo che potrebbe derivarne per loro. (G.D.)

presentazione del libro bianco sul turismo cinese: 10 ottobre ore 15.30 al TTG di Rimini

articolo integrale qui:
http://agichina24.it/blog-giancarlo-dell-ara/notizie/con-il-mercato-cinese-br-/meglio-cambiare-rapporto

lunedì 15 settembre 2014

Una nuova edizione del Dizionario di Matteo Ricci


Vi segnalo una grande opera di valorizzazione di Matteo Ricci,
"Our parent company, the Commercial Press, has been continuing the work of famous missionary, man of science, Sinologist, and potential Roman Catholic Saint Matteo Ricci–an extraordinary chap who, if you didn’t already know, was a famous member of the still-extant Society of Jesus, better known as the Jesuits. Sent as part of the Jesuit mission from then Portuguese controlled Macau, Ricci became possibly one of the first European missionaries to learn the Chinese language to a properly high standard. This, along with his reputation for ability in the sciences, may have been what allowed him to end up by invitation at the Court of the Wanli Emperor, where he was ideally placed to carry out his task, and indeed he managed to convert a number of high-ranking officials to Roman Catholicism.

Apart from his religious activities, however, Ricci was also a renowned Sinologist, something probably facilitated to a large extent by his knowledge of Chinese. And in addition to producing a famous map for the Chinese which incorporated Chinese names as well as European geographical knowledge hitherto little known in China (if at all), Ricci also tried his hand at writing a dictionary. He thus co-authored a Portuguese-Chinese dictionary, which was only uncovered in 1934 in the Jesuit archives. Also, notably, he seems to have devised a system of representing Chinese characters in the Latin alphabet, in what must surely be one of the earliest such efforts.

And it’s in the spirit of Matteo Ricci that in 2002, the Ricci Chinese-French Dictionary was released in Paris. The seven-volume work had been more than half a century in the making, and as of now is a standard purchase for such universities as Harvard, Yale, and the University of Paris with both Chinese learners and Sinologists in mind. It incorporates 13,500 Chinese characters and 330,000 character combinations, covering such diverse topics as Astronomy, Chemistry, Biology, Finance, Law, Philosophy, Art and Literature, among around 200 such topics.

The Commerical Press has recently published an updated one-volume edition of this same work, with new content added to reflect modern times. It has also reorganized the characters by order of pinyin, to facilitate use of the dictionary by Chinese mainlanders. However, tradition is not dispensed with, as the dictionary not only incorporates modern usage of many characters, but also notes how they were used in the past, possibly when Matteo Ricci would have been knocking about the streets of Beijing.


giovedì 11 settembre 2014

La Cina? Un mercato frammentato


Gli operatori turistici italiani per molto tempo hanno affrontato il mercato cinese senza una preparazione specifica. Ricordo un agente di viaggio italiano che nel 2005, dopo un viaggio in Cina, dichiarava che pur essendo rimasto positivamente impressionato dalla vivacità di quel mercato, aveva concretizzato poco perché era rimasto spiazzato dalle richieste che aveva ricevuto: secondo lui “troppo particolari”.
Era semplicemente successo che invece dei soliti pacchetti preconfezionati, si fosse sentito chiedere proposte e servizi per allenamenti estivi di squadre di calcio. Una richiesta alla quale evidentemente non era preparato.
Il fatto è che, se si vuole vendere qualcosa agli operatori turistici cinesi, e in ultima analisi ai turisti, allora come oggi, occorre saper fare due cose:
-          Conoscere e saper proporre un territorio; dunque non solo dei letti o dei pacchetti, ma anche attrattori e servizi che si possono trovare in quel territorio, e che siano tali da renderlo animato ed appetibile,
-          Conoscere e saper entrare in sintonia con la domanda.

A questo proposito, considerando il ritmo di cambiamento del mercato cinese, oggi è assolutamente necessario riuscire a monitorarne i cambianti. 
Trovate il resto dell'articolo qui:

sabato 6 settembre 2014

Il libro bianco sul turismo cinese in Italia


500 pagine, 36 autori: il libro bianco sul turismo cinese in Italia sarà presentato a Rimini il 10 ottobre. Vi aspettiamo!
Seguiteci per conoscere il programma dettagliato dell'evento.