lunedì 16 settembre 2019

In vista della Golden Week dell'1 ottobre



Si stima che saranno circa 800 milioni i cinesi che partiranno in vacanza in occasione della prossima festa nazionale dell’1 ottobre, 70° anniversario della fondazione della Repubblica popolare. 
Lo scenario economico generale ha raffreddato gli entusiasmi che di solito accompagnano le previsioni dei viaggi e delle spese dei turisti cinesi all’estero.
Se saranno davvero 800 milioni i cinesi ad andare in vacanza, dove andranno e quanto spenderanno dipende da molte variabili, qualcuna delle quali quest’anno pesa di più rispetto al passato:
1.            molte delle mete estere tradizionali del turismo cinese risentono dei rapporti politici difficili con il governo cinese e rischiano di essere penalizzate in occasione delle vacanze dell’1 ottobre: penso in particolare agli Usa, alla Corea del sud, e soprattutto a Hong Kong e Taiwan;
2.            un clima di insicurezza ha offuscato l’immagine di più di un paese, tra quelli sinora più gettonati dai cinesi;
3.            anche lo scenario competitivo è cambiato, e a differenza degli anni scorsi sono aumentati i paesi che esentano i turisti cinesi dalla pratica dei visti (o che riducono di molto gli aspetti burocratici, i tempi e i costi); saranno loro ad usufruire maggiormente dei flussi cinesi Outbound.
Tra i trend registrati negli ultimi anni sono emersi: 
(1) per quanto concerne il turismo interno, un consistente aumento dei turisti che scelgono come meta le città più “piccole”, 
(2) una costante diminuzione delle vacanze per shopping, e 
(3) un aumento delle visite di carattere culturale, con una buona performance degli ingressi ai musei. 
Quest’anno sarà dunque l’occasione per verificare se questi trend saranno confermati e in che misura si ripeteranno anche nella scelta delle destinazioni estere. 

E vedremo anche se l’Europa, che nella prima metà del 2019, in base ai dati di Ctrip, ha ospitato il 10% del movimento cinese all’estero, confermerà questa quota anche in occasione della prossima Golden Week.

martedì 10 settembre 2019

Turismo: è il secolo asiatico!



Sono passati diversi anni da quando la Cina è diventato il primo mercato emettitore di turismo del mondo, superando USA e Germania che avevano occupato a lungo quella posizione. Il primato cinese si è consolidato nel tempo e da cinque anni il turismo cinese è anche leader nella classifica della spesa turistica all’estero.
Ma il turismo cinese, con i suoi 160 milioni di viaggi all’estero, rappresenta solo una parte del turismo asiatico. 
Il turismo indiano è in grande spolvero, le previsioni per il 2020 parlano di 50 milioni di viaggi outbound.
Quanto al turismo verso l’estero del Giappone, contrariamente ad un’opinione molto diffusa, è in crescita costante: a consuntivo 2019 saranno circa 20 milioni i viaggi all’estero effettuati dai giapponesi!
Ma una strategia di promozione turistica in Asia non può prescindere da mercati che sviluppano milioni di viaggi in uscita - come la Corea o l’Indonesia o Taiwan, o che mostrano performance di grande interesse come la Malesia o le Filippine. A tutt'oggi la maggior parte di questi mercati registra solo poche decine di migliaia di arrivi in Italia.
Ed è proprio in questi dati che si vedono tutti i limiti dell’intervento promozionale del nostro paese, ripetitivo nelle azioni, schiacciato sulle forme di pubblicità tradizionale (online e offline), sulle fiere (che - lo ricordiamo - sono i luoghi di maggior pressione della concorrenza), e sulle “pr” Ancien Régime.
Davvero troppo poco rispetto ad uno scenario che non è più quello del secolo scorso.
GD  

martedì 27 agosto 2019

Turismo rosso in Europa e in Cina



Turismo rosso in Europa e in Cina
Non solo a Londra per visitare la tomba di Marx all’Highgate Cemetery, che da poco è stata dotata di un QR code ricco di informazioni studiate apposta per i turisti cinesi, o a Treviri per visitare la casa natale di Marx, trasformata in museo ed arricchita da una statua alta quattro metri, opera dello scultore Wu Weishan e donata dal Governo cinese.
Le mete del “turismo rosso” in Europa sono anche altre, a cominciare da quelle in Russia dove molti luoghi legati alla storia del partito comunista – la piazza rossa, la residenza moscovita di Lenin, o Ul’janovsk, suo paese natale - sono mete da tempo di veri e propri pellegrinaggi da parte di turisti cinesi. Quanto agli altri paesi dell’ex blocco sovietico le mete vanno dalla visita ai luoghi della memoria e della seconda guerra mondiale, ai musei di storia, fino ai Communist Tour proposti da diverse agenzie incoming.

Tra le destinazioni relativamente meno note del turismo rosso dei cinesi in Europa, segnaliamo Montargis, località a un’ora da Parigi, dove molti studenti cinesi si recarono a studiare dopo la caduta dell’ultima dinastia cinese: tra loro, negli anni ’20, Deng Xiaoping, che vi lavorò anche come operaio, e Zhou Enlai.
Tra le cose da vedere a Montargis, che ora punta decisamente su questo tipo di turismo, il museo dell’amicizia franco-cinese e il monumento a Deng Xiaoping collocato nella piazza rinominata appunto: piazza Deng Xiaoping.
E in Italia?
Come il caso di Montargis suggerisce non è sufficiente avere un legame storico con il comunismo o con la Cina maoista, per generare flussi turistici di questo tipo, occorre anche investire in progettualità. In ogni caso nel nostro paese non mancano né luoghi adatti al “turismo rosso”, né l’interesse degli operatori. Soprattutto perchè oggi quel tipo di turismo si è evoluto, e non è più un turismo a marce forzate, per gruppi chiusi, composti prevalentemente da anziani nostalgici e organizzato solo da operatori specializzati. Oggi il turismo rosso è sempre più una integrazione di proposte e mete di vacanza che arricchiscono la loro offerta tradizionale, con esperienze adatte a quegli stessi turisti che in Cina vanno in visita a Shaoshan, paese natale di Mao, o Yan’an, quartier generale del partito comunista cinese dal 1935 al 1948.
E i dati sono interessanti. Si stima che siano 150mila i turisti cinesi che ogni anno vanno a Treviri a vedere la casa natale di Marx. Numeri molto più consistenti si calcolano in Russia dove buona parte dei turisti cinesi nel 2018 ha visitato le mete del turismo rosso; ma i veri grandi numeri si registrano nelle mete interne della Cina: sono circa 30 milioni le presenze turistiche che si sviluppano a Yan’an capitale del turismo rosso e tappa di eccellenza per chi vuole ripercorrere i luoghi simbolo della lunga marcia, e circa 20 milioni le presenze registrate nel paese natale di Mao. 
Questi numeri fanno capire come in Cina il turismo rosso non sia solo un “segmento di domanda” ma sia soprattutto un progetto politico, nato con diversi obiettivi: oltre a quello di ricordare il periodo storico delle rivoluzione, ci sono anche gli obiettivi di diversificare le offerte turistiche interne, di valorizzare i luoghi legati ai vari personaggi di spicco della repubblica popolare, così da attirare i flussi verso mete non tradizionali. Un progetto sul quale si è investito moltissimo negli ultimi 15 anni, non solo da parte del Governo, visto che diversi gruppi privati – in primis il gruppo Wanda, la più grande società di real estate cinese – continuano ad investire su questo tema - e che è riuscito a rivitalizzare decine di destinazioni a vario titolo collegate con la storia del partito comunista, e a generare centinaia di migliaia di posti di lavoro: poco meno di 1 milione secondo i dati ufficiali.
GD


martedì 30 luglio 2019

Il caso Moulins



Moulins è una cittadina francese di appena 20 mila abitanti, a circa 2.5 ore da Parigi. Qualche giorno fa un gruppo di 28 turisti cinesi, è giunto in visita alla città, un fatto così insolito da essere segnalato dalla stampa locale. E’ stata la prima volta infatti che il turismo cinese è arrivato a Moulins. 
Il caso è davvero interessante per capire quali sono le attuali tendenze del mercato cinese:
-      contrariamente all’idea che circola sul turismo cinese, il gruppo ha effettuato un viaggio verso un solo paese, la Francia, della durata di 13 giorni, ben 7 dei quali nella provincia francese!
-      Moulins, cittadina davvero poco conosciuta dal punto di vista turistico, non è stata meta di una semplice escursione, una visita, ma di un vero e proprio soggiorno, anche se breve (poco più di due giorni),
-      il viaggio è stato organizzato interamente da operatori cinesi, evidentemente esperti del territorio.

Di norma si ritiene che i cinesi conoscano della Francia, così come per l’Italia, solo le mete più famose (Parigi, Mont Saint Michel, i castelli della Loira…), ma evidentemente non è più così. I cinesi, come questo Blog sostiene da tempo, desiderano vedere anche dietro le quinte, e sono turisti che vogliono sperimentare un altro tipo di accoglienza.

Nei commenti della stampa locale è emerso che:
-      i turisti cinesi sanno bene quanta fatica si fa a visitare, soprattutto nei periodi di alta stagione, le mete classiche quando ovunque, non solo al Louvre o a Versailles, occorre fare file estenuanti, 
-      e hanno già sperimentato le destinazioni “fuori dal solito giro” dove è possibile respirare un po’ di autenticità e sperimentare lo stile di vita dei luoghi, lontani dalle esperienze standard dei centri commerciali e delle vie dello shopping. 
GD

Foto di Ariane Bouhours

https://www.lamontagne.fr/moulins-03000/actualites/des-touristes-chinois-nouvelle-manne-pour-moulins_13598657/#refresh

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lunedì 22 luglio 2019

Pagamenti digitali, accordo tra Banca Sella e UnionPay



Entro l'anno le carte dell'operatore cinese saranno accettate dagli oltre 80 mila negozi fisici che utilizzano i Pos della banca
Continua a crescere la rete di accettazione della carte UnionPay in Italia, sostenuta anche dallo sviluppo del turismo. Un grande passo avanti è rappresentato dall'accordo appena annunciato tra Banca Sella e la società cinese che vanta la più ampia base di carte di pagamento al mondo. Grazie alla partnership siglata, entro l'anno tutti i negozi e le attività commerciali che utilizzano i Pos di Banca Sella – oltre 80 mila esercizi tradizionali - potranno accettare le carte emesse da UnionPay.

Si stima che nel 2019 saranno oltre 3 milioni i turisti cinesi che trascorreranno in Italia le loro vacanze, facendo spese e acquisti. Un flusso importante di persone che, grazie all'accordo siglato potranno utilizzare le proprie carte UnionPay per pagare presso tutte le attività dotate di Pos di Banca Sella. "È un vantaggio importante per i nostri merchant – sottolinea Bordiga – che possono così cogliere le opportunità di un mercato in continua espansione".
http://www.bancaforte.it/notizie/pagamenti-digitali-accordo-tra-banca-sella-e-unionpay-R13931g