domenica 19 febbraio 2017

Il successo di Chinese Friendly Italy



Il successo del nostro network "Chinese Friendly Italy" nelle parole di un albergo aderente "Da quattro anni siamo nel circuito China Friendly, che partecipa alle principali fiere turistiche cinesi, e ci garantiamo 200 giornate all’anno 50-60 presenze: quali tour operator può fare altrettanto su Ferrara?» http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2017/02/17/news/turisti-cinesi-da-una-notte-e-l-inizio-ora-investiamo-1.14895958

martedì 14 febbraio 2017

Siamo sicuri di conoscere il mercato cinese?


Ho la netta impressione che quando si parla di mercato turistico cinese non sempre ci si renda conto esattamente di cosa si stia parlando. La Cina è un paese che per il capodanno lunare genera quasi 3 miliardi di viaggi. Certo quasi tutti autorganizzati e fatti all’interno del paese, ma è anche il mercato che in un anno registra 130 milioni di viaggi all’estero, ed è il primo mercato turistico al mondo da quando, 5 anni fa ha superato Usa e Germania. E’ il paese nel quale appena il 6% della popolazione ha il passaporto, e quindi il fenomeno dell’outbound del quale parliamo in questo blog è solo agli inizi!
Se vogliamo rimettere le cose al loro posto dobbiamo chiarire che, sebbene oltre il 60% dei cinesi vadano in vacanza all’estero pensando in primo luogo alle opportunità di fare shopping, e molti vengano in Italia anche per questo, ci sono anche molte altre motivazioni che li spingono a venire in Italia; anzi per gran parte di loro le motivazioni culturali, la gastronomia, il benessere,… sono ancora più importanti. Il dato è confermato da una recente ricerca Hotels.com che sostiene che, per la scelta di una meta di vacanza, la motivazione “gastronomia” è al terzo posto dopo sicurezza e emergenze storico/artistiche, e precede lo shopping.
Per molti aspetti i cinesi sono turisti prismatici: amano certo pianficare con calma, e in anticipo, i loro viaggi all’estero, e se è il loro primo viaggio all’estero, preferiscono farlo in compagnia di altri, ma contemporaneamente amano decidere all’ultimo minuto le cose da vedere e dove fermarsi. Così pure amano servirsi del trade che li tranquillizza in tante decisioni, ma contemporaneamente amano fare ricerche online e scegliere le proposte più interessanti leggendo i giudizi degli altri.
Giancarlo Dall’Ara

wwwitalychinafriendly.com

mercoledì 8 febbraio 2017

La nuova guida dell'Italia di Susan Sun



Stiamo lavorando per la nuova edizione della guida turistica dell’Italia di Susan Sun. La nuova edizione, ampliata rispetto alla precedente, scritta in cinese e distribuita in Cina, sarà presentata dall’autrice in diverse città (Pechino, Shanghai, Guangzhou...), come già in passato, in librerie, università, e in occasione di eventi di promozione turistica. Se ci sono destinazioni turistiche interessate ad essere presenti possono contattare info@italychinafriendly.com

martedì 7 febbraio 2017

I cinesi vengono volentieri in Italia, ma l'Italia....


Sono anni che mi impegno per sviluppare il turismo dalla Cina, e sinora i risultati sono stati abbastanza soddisfacenti. A molti potrà sembrare strano, ma non è difficile convincere i cinesi a venire in vacanza in Italia; loro, il nostro paese lo amano!
Difficile è convincere l’Italia, o meglio le Istituzioni italiane competenti, a fare qualcosa per evitare lungaggini burocratiche a chi ha deciso di venire da noi.
L’European Travel Commission ha recentemente dovuto ammettere che mentre gli USA hanno esteso il periodo di validità dei visti turistici ai cinesi a 10 anni, e mentre tutto il SudEst asiatico, i visti, non li chiede nemmeno, l’Europa (e quindi noi) impone ai turisti cinesi le “procedure biometriche”. In pratica li costringiamo ad andare fisicamente nei pochi posti dove possono essere raccolti questi dati (impronte digitali…), anche quando i turisti vivono a migliaia di chilometri dalle città dove è possibile farlo.
Eppure basterebbe copiare per una volta la Repubblica di San Marino che non richiede il visto ai turisti cinesi, per una permanenza inferiore ai 90 gg.
In conclusione la questione è molto grave perché ad un aumento degli arrivi internazionali, come tutte le ricerche sostengono, corrisponde un aumento dell’occupazione (oltre che della ricchezza di un Paese), che è oggi il problema dei problemi nel nostro Paese.
Per saperne di più: