giovedì 26 aprile 2012

Ma l'Italia vuole davvero i turisti cinesi?



E’ di questi giorni la notizia che secondo la Regione Emilia Romagna l’unico obiettivo per il rilancio della Riviera Romagnola sarebbe il mercato cinese (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/regione-spara-zero-sulla-riviera-vacanza-rilassante%E2%80%9D/206890/).
Ammettiamo che non si tratti di una boutade, o di una interpretazione giornalistica, ma di una decisione seria.
Altrettanto seriamente bisognerebbe dire che la prima cosa davvero seria da fare in Cina per promuovere il nostro Paese e le nostre Regioni non è partecipare all’ennesima fiera turistica o organizzare l’ennesimo incontro ad alti livelli (cose sempre utili naturalmente, ma non prioritarie). Più semplicemente bisognerebbe dare una mano, anche come Regioni, a chi ha il compito di emettere i visti per i turisti cinesi. Con le attuali procedure burocratiche lente si spingono infatti i cinesi ad andare in vacanza altrove, e soprattutto si disincentiva la fascia di mercato più interessante, quella del turismo individuale (come ho scritto nel Manuale che vedete proposto in questo Blog).
E’ di questi giorni un'altra notizia che dice chiaramente cosa l’Emilia Romagna e tutte le altre Regioni potrebbero fare per aiutare lo Stato italiano a fare il suo dovere, cioè ad emettere i visti in tempi rapidi.
Il 19 gennaio scorso il presidente Obama, forse ricorderete, ha formalmente riconosciuto l’importanza del turismo nell’economia degli USA e ha promesso che i tempi di attesa (spesso lunghi tre mesi, in pratica come accade per noi) si sarebbero notevolmente ridotti. E’ accaduto così che il Dipartimento di Stato USA ha aggiunto dipendenti negli uffici strategici e ha dato più risorse agli uffici consolari in Cina.  I risultati? Secondo le dichiarazioni ufficiali in alcuni casi l’attesa per i visti è oggi di due giorni appena!
Magari la media di attesa sarà più lunga, ma resta il fatto che con qualche dipendente in più nei posti giusti il problema si risolve. Ecco cosa dovrebbero fare le Regioni che davvero puntano alla Cina: smetterla di puntare il dito verso il Governo italiano - che nel turismo non ha mai creduto (parole a parte) - e agire, essere di supporto a i consolati in Cina.
Conosco le obiezioni, ma sono le stesse che ha affrontato Obama quando ha detto: “dobbiamo certo proteggere le frontiere, ma vogliamo anche più turisti internazionali in America, e credo che si possano fare entrambe le cose”.

Una nota per concludere: gli USA stanno facendo la stessa cosa con il Brasile, vista la sua importanza strategica nell’incoming nordamericano, anzi forse saranno addirittura tolti i visti per i Brasiliani!

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