sabato 23 giugno 2012

Cina: i viaggiatori che cambiano il mondo del turismo

Riprendo da L'Agenzia di Viaggi:
Secondo le stime di Unwto, l’organizzazione del turismo delle Nazioni Unite, la Cina è salita all’inizio di quest’anno in cima alla top ten dei Paesi esportatori di turisti, superando per la prima volta gli Stati Uniti con 78 milioni di viaggiatori all’estero (previsti nel 2012), contro 68 milioni di cittadini americani.

La corrente outgoing cinese è cresciuta dal 2000 a una media del 22% l’anno almeno fino al 2006, quando il conto Unwto era arrivato a quasi 35 milioni di viaggiatori all’estero, per una spesa di poco inferiore ai 30 miliardi di dollari. A questo ritmo la Cina supererà ogni previsione, raggiungendo i 100 milioni di viaggiatori molto prima del 2020, come aveva previsto nel 1995 la stessa Unwto.

15 miliardi di dollari online
Un traffico massiccio che sempre più transita online: secondo PhoCusWright entro il 2013 la spesa cinese sul web per servizi turistici sarà quintuplicata rispetto al 2008 – 15 miliardi di dollari, su un totale di 105 miliardi di dollari spesi in turismo – mentre la spesa totale incluso l’offline nello stesso periodo raddoppierà.
La stima è ampiamente documentata nella nuova edizione del China Online Travel Overview, Fifth Edition Report, in cui gli analisti di PhoCusWright rilevano che a spingere la crescita vertiginosa dell’e-travel contribuiscono importanti investimenti e le nuove patnership tra operatori internet e grandi tour operator online.
Baidu, il motore di ricerca leader di mercato in Cina, l’anno scorso è divenuto azionista di maggioranza di Qunar, il primo motore metasearch e di pianificazione del turismo, e l’internet provider Tencent e i colosso dell’e-commerce Alibaba hanno investito con forza sull’e-travel.

«Un fenomeno relativamente nuovo in Cina – scrive Douglas Quinby, senior director research di PhoCusWright – ma velocissimo, che promette di cambiare le abitudini di consumo. E in Cina prende forma non solo sulle olta e sui siti dei fornitori di servizi, ma anche sui portali dei grandi media, sui social media, sui portali dello shopping. La sfida ora è rappresentata dai pagamenti online, che richiedono ancora il supporto di strutture offline. Il turismo cinese anche online è una colossale opportunità di business».

I viaggiatori che cambiano il mondo
Così i viaggiatori cinesi stanno cambiando il mondo del turismo e dell’ospitalità. In tutto il mondo, e soprattutto nelle mete preferite dai visitatori cinesi, gli hotel si attrezzano di personale cinese o che parli il cinese, ovunque sbocciano sale di karaoke – piace moltissimo anche ai cinesi – e gli enti del turismo investono milioni in campagne di marketing mirato.

Tra le mete più amate, oltre all’Italia, ci sono quelle legate alla storia nazionale: attrae Trier, dove nacque Karl Marx, e in Giappone piace l’antica Kyoto, dov’è più forte l’influenza dell’architettura classica cinese.

Viaggi brevi per shopper instancabili
Il Giappone ha accolto nel 2011 circa un milione di viaggiatori cinesi, il doppio degli arrivi americani, ma ne vorrebbe dichiaratamente almeno sei milioni entro il 2020, anche perché i cinesi sono shopper entusiasti e instancabili. Oltre che i viaggiatori più anziani: 39 anni l’età media dei gruppi, che restano la formula più richiesta per l’ottimo rapporto tra i costi e l’eccezionale massa di contenuti che i t.o. riescono a comprimere in pochi giorni di tour.

La formula serve appunto a lasciare margine per uno shopping intensivo – spesa perfino doppia rispetto ai viaggiatori inglesi e americani – concentrato su griffe di abbigliamento ed elettronica, spesso più economici all’estero per le forti tasse cinesi sull’importazione.


L'immagine l'ho presa nel sito web Tendence Hotelliere

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