lunedì 16 luglio 2012

La Cina corre, e noi? ci accontentiamo


Ecco una nuova puntata della rubrica "Notizie dalla Cina che corre".
Cominciamo con i giovani, che corrono più in fretta degli altri: i “Post-90” a differenza dei nati negli anni ’80 sono la generazione dei social media, una generazione più attiva e impegnata. La trovate descritta qui: http://blogs.ft.com/the-world/2012/07/off-the-charts-chinas-post-90-generation/#axzz20JVs5u8w
Sempre a proposito di nuovi trend e del ruolo del 2.0 segnalo un bell'articolo che sostiene alcune tesi "intriganti". La prima è che alcuni dei marchi più venduti in Cina sarebbero quelli meno noti. Dunque Gucci & Co. raccontano solo una parte della storia contemporanea cinese, perché c'è già "un trend in crescita in Cina riassumibile nella tendenza verso personalizzazione/differenziazione: guardare, essere, e vestirsi in modo diverso dagli altri. Questo trend vede coinvolta una nuova generazione di acquirenti cinesi ... i consumatori 2.0. Siamo solo all'inizio ma... ecco l'articolo http://www.jingdaily.com/surprise-consumer-2-0-in-china-wants-unknown-brands/19353/~~V 
Infine ecco l'Italia che si accontenta:
Riferisce l’agenzia Asca che l'Italia nel 2011 è stato il paese europeo che ha rilasciato il maggior numero di visti in Cina; i visti sono stati rilasciati a circa 253.000 cittadini cinesi, in larga parte turisti. La notizia è stata data con toni trionfalistici. Non so cosa ci sia da festeggiare, a me il dato sembra deprimente! Non credo che con quel dato l'Italia sia la prima in Europa, in ogni caso il numero è davvero la dimostrazione del poco che siamo riusciti a fare in un mercato enorme, e il fatto che lo si festeggi non fa davvero ben sperare per il futuro.

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