martedì 7 agosto 2012

Accogliere i turisti cinesi




I cinesi che viaggiano all’estero sono stati 60 milioni nel 2010 e potrebbero diventare 80 nel 2015. Un’occasione d’oro per l’Italia, che richiama un immaginario fatto di moda, arte e gusto del buon vivere. Come captare una domanda sempre crescente? Giancarlo Dall’Ara e Patrizia Dionisio lo spiegano in “Come accogliere i turisti cinesi”, una guida pratica al business del viaggio con qualche pillola di cultura del Sol Levante

di ERICA FERRARI


Monumenti, enogastronomia, shopping e moda. Sono questi i tratti che creano l’appeal dell’Italia agli occhi del turista cinese. O meglio, dei milioni di turisti cinesi che ogni anno compiono viaggi internazionali, al punto che “il mercato turistico cinese sta rapidamente diventando il più grande mercato turistico del mondo”. Lo affermano Giancarlo Dall’Ara e Patrizia Dionisio in “Come accogliere i turisti cinesi”, (Franco Angeli editore, 142 pagine, 19 euro), una guida pratica che spiega ai professionisti del turismo come captare la richiesta proveniente dal mercato del Sol levante, accogliere senza “perdere la faccia” e stringere affari con businessman e tour operator.
Nel 2010, la Cina si è piazzata al secondo posto nel mondo per la quantità di viaggi (3,8 milioni) diretti verso l’Europa. Un milione di turisti cinesi ha inserito l’Italia tra le proprie mete: l’approccio con i Paesi del vecchio continente rappresenta uno status symbol per la classe media, formata da persone tra i 30 e i 45 anni con una buona cultura e un portafogli abbastanza capiente da sostenere un tour che tocchi diverse capitali europee.
Ma agenzie e tour operator su che cosa possono puntare per ben posizionare il prodotto Italia sul mercato cinese? Dall’Ara e Dionisio partono da alcuni dati: ad esempio, il fatto che nel 2010 in Italia “a sorpresa, i cinesi hanno scalzato i russi dalla classifica degli stranieri che spendono di più per fare shopping”. Vestiario, moda, accessori, ma anche prodotti tipici locali non possono mancare in un pacchetto turistico che voglia dirsi attrattivo.
Bene, anche, proporre itinerari particolari, che mescolano le mete classiche a destinazioni care alla cultura cinese (ne è un esempio, a Verona, il balcone di Romeo e Giulietta, la cui storia è molto simile a una nota leggenda cinese). E ancora, sport (con il ping pong e il golf in primo piano, ma sono apprezzati anche il calcio e la Formula 1) e natura.
Crescono anche i mercati di nicchia, a cui si può rispondere con itinerari dedicati all’opera, ai vini (il cui consumo porterà la Cina al sesto posto nel mondo entro il 2014), a corsi di italiano, wellness o viaggi di nozze. Da non dimenticare, infine, che la Cina “è destinata a diventare il secondo mercato mondiale per i beni di lusso”: le vacanze con destinazioni e servizi esclusivi capteranno l’attenzione di un pubblico sempre più attento ed esigente.
Per favorire l’approccio con il turista cinese, il volume offre uno spaccato della società orientale vista attraverso la lente d’ingrandimento del viaggio: leggendo, si scopre che il 46% dei cinesi che viaggiano in Europa è in cerca di divertimento, il 30% si sposta per fare shopping e il 24% è attratto soprattutto da monumenti e destinazioni d’arte. Gli autori individuano inoltre tre generazioni di turisti in arrivo dalla Cina: la prima, definita “tour Eiffel e gondola”, viaggia sulle rotte più classiche compiendo una “toccata e fuga” concentrata in pochi giorni in alcune grandi capitali e luoghi dello shopping. La seconda ha invece già sperimentato gli itinerari tradizionali e desidera approfondire la conoscenza di alcuni Paesi – limitando il proprio viaggio a poche tappe – o fare dei tour tematici.
C’è infine una terza generazione di turisti cinesi, quelli nati nel “favoloso trentennio post-maoista”: si tratta di 30-40enni che chiedono offerte personalizzate, tour esperienziali e servizi di alta qualità. Poiché quella cinese “è la popolazione online più grande del mondo”, con quasi 500 milioni di navigatori, l’offerta può facilmente viaggiare on line. Racconti di viaggio e notizie sul calcio sono due delle sezioni anche nel sito cinese aperto dal nostro Ministero del Turismo (www.yidalinihao.com, ovvero “Ciao Italia”).
Legati a doppio filo agli usi e ai costumi cinesi, sono quei piccoli accorgimenti in grado di rendere il pacchetto di viaggio più interessante: ad esempio, l’offerta di qualche forma di ritualità come un timbro o un ‘passaporto’ che certifichi l’avvenuta visita in uno shopping center, un museo o una galleria.
Se l’Italia ha dalla sua il legame con un immaginario positivo, servizi poco efficienti, una burocrazia lenta e difficoltà linguistiche rischiano però di tenere lontani i viaggiatori. Dunque occhio all’accoglienza, a cui è dedicata la seconda parte del volume: un elemento fondamentale, considerando che gli europei, agli occhi dei cinesi, hanno molte qualità ma non certo quella di essere calorosi ed ospitali. Cartellonistica in lingua, brochure con informazioni pratiche, personale preparato agli usi e ai costumi orientali sono alcuni optional di cui dotarsi, insieme a una piccola serie di accortezze per rimanere in sintonia con l’etichetta orientale.
Ripreso da:
http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/il-futuro-business-del-viaggio-accogliere-turisti-dalla-cina/4164461

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