giovedì 6 settembre 2012

Turisti cinesi: di cosa si lamentano?



"The most common complaints registered by Chinese travelers targeted the lack of certain amenities at Western destinations, which would typically be found in China. Visitors to hotels in the US frequently criticized the lack of hot drinking water and Chinese tea, as well as the absence of one-use toiletries (e.g. toothpaste, toothbrush, comb) that Chinese hotels generally provide. Concerning food and restaurants, one study’s participants found that Western food was either too sweet or unhealthy (fried food and high calories), or it surpassed their approximate food budgets of 10-30 US$ per day. Almost every participant expressed a desire for more readily available, authentic Chinese food."
http://www.china-brain.com/text_resourses.php?eid=42

2 commenti:

  1. Mi chiedo spesso se è possibile intervenire sulla mentalità degli operatori. A prescindere dal segmento di mercato a cui intendiamo rivolgerci, siamo davvero disposti a " fare turismo"? Il turista non è semplice merce di scambio.E' potenzialmente indispensabile per la creazione di una reputazione ed è fondamentale per la sopravvivenza di molte realtà in tutta Italia.Tanto più che la Cina va conosciuta e capita. Se non siamo in grado di relazionarci con i nostri vicini in Europa( non siamo un Paese poliglotta, spesso le esigenze altrui ci sembrano a dir poco "strane" , ci infastidiscono certe abitudini ) come possiamo farlo con turisti provenienti dall'Estremo Oriente per cui la distanza culturale è direttamente proporzionale alla distanza geografica? Il problema è che servirebbe una totale "rivisitazione" della formazione di chi si occupa di turismo ( più spontaneo sarebbe stato il sostantivo " rieducazione", ma sarebbe suonato come un retaggio maoista).E' per pigrizia o per presunzione che non si bada alle esigenze altrui? Di certo il mercato cinese fa gola a tutti, ma saremmo davvero in grado di accogliere turisti provenienti dalla Cina?

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  2. Bel commento, belle domande ("è possibile intervenire sulla mentalità degli operatori?"). Hai ragione sui temi che hai toccato: la reputazione, le relazioni, le esigenze altrui. La formazione è certo una delle strade da percorrere, fatta meglio, anzi diversamente da quanto non sia stato fatto sinora.
    Personalmente ritengo che il sistema ospitale del Paese abbia molte pecche, assai meno comunque delle pecche di chi finora ha fatto promozione in Cina come aveva fatto in Germania, di chi si occupa di visti, e soprattutto di chi ha fatto la politica del turismo.
    Ma a tutto c'è rimedio. Da quando ho aperto questo piccolo spazio ho conosciuto gente che ha davvero un sacco di idee, di competenze e di esperienze sulla Cina, sul marketing e sul turismo. Magari anche tu, che credo di non conoscere

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