lunedì 1 ottobre 2012

Han Han, il blogger numero 1





Riprendo questo testo da Caratteri Cinesi (se vi piace il tema, vi invito a leggere il testo originale nel sito indicato in fondo a questo post): “If you speak Chinese, you know who I am”. Han Han, classe 1982, si è presentato così in un’intervista televisiva, e la frase non è poi troppo eccessiva in rapporto alla realtà.
Dal 1999, anno di uscita del suo primo romanzo, Le tre porte (pubblicato lo scorso anno in Italia da Metropoli d’Asia ndr), questa figura unica nel panorama cinese non ha mai smesso di far parlare di sé. A quei tempi Han Han aveva solo diciassette anni; oggi ne ha trenta, e finora ha pubblicato una dozzina di libri di saggistica e narrativa, ha avviato una fortunata carriera di pilota automobilistico, ha inciso un cd, è stato editore di una rivista letteraria, ha aperto un blog che è diventato in breve il più seguito del web cinese.
Ha fatto a pezzi con ironia e sfrontatezza il sistema scolastico, ha litigato con alcuni tra i più illustri esponenti del mondo dell’arte e dell’accademia (registi, poeti, studiosi), ha criticato, anche violentemente, le deformazioni della politica e della società cinesi. Il tutto con il supporto di milioni di fan adoranti, la stima di numerosi intellettuali (e il biasimo di altrettanti detrattori), le lusinghe da parte di media e pubblicità.
(…)
In Han Han si ritrovano anche i nuovi valori della società cinese: l’individualismo, l’arrivismo, il relativismo ideologico, il pluralismo culturale.
La generazione nata dopo il 1980, a cui Han Han appartiene, riproduce i tratti e le contraddizioni della Cina post-riforme. Più ricchi, cosmopoliti e informati (almeno quelli delle città) rispetto alle generazioni precedenti, i giovani cinesi del terzo millennio hanno avuto maggiori opportunità e libertà più ampie, ma hanno dovuto fare i conti anche con una società sempre più competitiva, con la perdita di riferimenti morali, e con il tramonto dell’ideale utopico rivoluzionario.
Han Han è solo uno dei numerosi giovani scrittori che in questi anni diventano dei bestseller grazie a romanzi di vita vissuta che riflettono i problemi e le aspirazioni di un’intera generazione, con la quale vengono subito identificati: l’etichetta dibalinghou (post-anni ’80) passa con facilità dal designare questi autori all’includere il loro pubblico e tutti i cinesi nati dopo il 1980.
L’esordio letterario di Han Han, Le tre porte (Sanchongmen), racconta le vicissitudini di uno studente nel passaggio dalla scuola media a quella superiore; è una narrazione amara e ironica della fatica del crescere e insieme una critica impietosa al sistema dell’istruzione in Cina. Le tre porte scala le classifiche di vendita e diventa subito un caso letterario: nasce il “fenomeno Han Han”.
L’adolescente schivo ma ribelle, con i capelli lunghi e il sorriso da star del cinema, catalizza l’attenzione di giornali e tv e indirizza il dibattito pubblico sui temi dell’educazione e della scrittura giovanile.
(…)
La definitiva consacrazione di Han Han come icona di una generazione è giunta dopo l’apertura del blog, nel 2006. E’ sul web, infatti, che Han Han è emerso quale opinion leader e figura di riferimento per molti giovani cinesi. Grazie a questa nuova piattaforma di comunicazione, egli può rivolgersi ai suoi lettori in maniera più immediata; i suoi post, letti e commentati da migliaia di persone e prontamente ripubblicati su altri siti in Cina e all’estero, hanno infiammato animi e generato polemiche, accrescendo la sua notorietà insieme alle schiere di fan e detrattori.
Tutto questo non è un caso. La diffusione di Internet in Cina ha cambiato il modo in cui i cinesi, soprattutto i giovani delle città, comunicano, si informano, producono e consumano cultura; negli ultimi quindici anni si è formato un popolo di cittadini della rete, wangmin, che usa il web, oltre che per svago, per trovare notizie, avvicinarsi a opinioni indipendenti, esprimere sentimenti, frustrazioni e preoccupazioni.
Con l’avvio dell’era web 2.0 (wangluo 2.0), caratterizzata da una sempre crescente interattività e partecipazione dei netizen alla creazione dei contenuti online, il blog personale è diventato strumento principe per il racconto di sé e il confronto con gli altri, su problemi e situazioni della vita intima e quotidiana, ma anche su tematiche più ampie della vita sociale e politica cinese. Il blog, unito ad altri strumenti come riviste online, chat, newsgroup e forum, ha permesso la formazione di una “sfera culturale” cinese, spazio intermedio tra pubblico e privato che diviene arena di dibattito, interazione sociale, costruzione di identità.

Articolo integrale di Fortuna Balzano qui: http://www.china-files.com/it/link/21216/sinologie-han-han-intellettuale-pop

Nessun commento:

Posta un commento