domenica 14 ottobre 2012

Il pensiero filosofico cinese, un libro di Sandro Sideri


(…) All’inizio del suo libro, André Chieng (2007: 9) si chiede: “E ora? Dobbiamo ammirare la Cina, temerla, arginarla?”, domande alle quali non si può rispondere senza “innanzitutto comprendere” questo paese. Infatti, come spiegò Zhou Enlai a Henry Kissinger, “i misteri cinesi scompaiono in un solo modo, studiando”.  Dovendo poi analizzare, come tenta di fare questo volume, il rapporto della Cina con gli altri, occorre prima di tutto comprendere i punti di vista e le intenzioni cinesi (…). Al centro della cultura della Cina, e di vaste aree asiatiche, vi è il confucianesimo, “un sistema di pensiero che formula i presupposti di una vita esemplare, regolata da solidi principi etici concernenti tanto l’ambito individuale quanto le gerarchie sociali,… per realizzare un’idea di armonia basata sull’unità che indissolubilmente legherebbe il mondo degli uomini al divino, alla natura e all’universo”, un sistema che per più di due millenni “ha esercitato, e ancora esercita, un ruolo di primo piano su uomini e istituzioni”, anche perché questo movimento di pensiero si è presto trasformato “in sistema ideologico funzionale al potere politico”, in quanto risponde perfettamente “alla necessità di formare una classe di burocrati letterati, perno dell’organizzazione sociale”. Anche l’isolamento geografico ha contribuito non poco a formare l’originalità e diversità intellettuale del paese che è sempre riuscito ad assimilare, sinizzare, i vari invasori, salvo gli ultimi, che vi sono penetrati. E il confucianesimo resta alla base della cultura cinese di oggi come quella di altri paesi dell’area sinica – Giappone, Corea, Singapore, Vietnam e in minor misura gran parte dell’Estremo Oriente.

Tratto dall’introduzione al libro “La Cina e gli altri. Nuovi equilibri della geopolitica” di Sandro Sideri  
Che trovate qui:
http://www.ispionline.it/it/documents/volumesideri.pdf  

L'immagine è ripresa dal sito web: http://ht.ly/dp0d1

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