lunedì 10 dicembre 2012

Turisti cinesi in Italia. Ecco i Repeater


Ecco un breve resoconto, pubblicato dal TTG Italia, di un incontro con un gruppo di operatori cinesi al termine del loro educational in Italia:  “Abbiamo scoperto molte piccole città di fascino in questo itinerario - dice Zhou Anzhi, responsabile per il prodotto Europa di A&H, tour operator di Beijing che si rivolge a un target upper level -, che possono essere adatte alla nostra clientela”.
Sono circa 1.000 all’anno i visti di A&H, ma la clientela che l’operatore muove è di altissimo livello. “Il vantaggio dell’Italia - dice ancora Zhou Anzhi - è di avere molte località di carattere, che permettono di diversificare il prodotto. Sono interessanti soprattutto per la fascia dei repeater, che sta cominciando ad emergere”.
Secondo gli operatori cinesi, infatti, il mercato sta iniziando a modificarsi, e molti clienti che già hanno effettuato il loro primo tour classico nel nostro Paese, visitando i capisaldi del turismo tricolore (i classici Roma, Firenze, Venezia, abbinati a Milano per lo shopping o a Napoli per le due Costiere) richiedono nuovamente la Penisola, ma sotto una nuova prospettiva.
“Il tour classico - dice Lin Yan, responsabile di prodotto per Utour - attualmente comprende Italia, Svizzera e Francia. Ma inizia a emergere un notevole numero di clienti che preferisce approfondire una sola destinazione. Per questo, è stato interessante scoprire queste nuove città, fra le quali una sorprendente Torino”. Utour, operatore con sede centrale a Beijing, ma che ha uffici anche a Shanghai e Canton, porta in Italia 40mila turisti ogni anno. “Abbiamo avuto l’occasione di visitare Bergamo e il lago di Como, Vicenza e Torino - aggiunge Lin Yan -. Quest’ultima città è una vera sorpresa: molto verde, con splendide passeggiate. Nei giorni scorsi abbiamo anche visitato il borgo di Barolo, che abbiamo apprezzato”.
Secondo gli operatori, per affermare il nostro Paese sul mercato cinese non sono necessari maggiori collegamenti. La richiesta è differente: “Anche se i voli diretti sono pochi - dice Zhou Anzhi - ci sono ottime connessioni dall’Europa. Quello che manca è una maggiore conoscenza della nostra lingua, soprattutto da parte del personale delle reception alberghiere. E brochure in cinese sulle destinazioni, spiegazioni in lingua nei musei o nelle maggiori attrazioni delle città”.

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