giovedì 31 gennaio 2013

Cosa fa l'Italia lo sappiamo. Ecco cosa fanno gli altri per "conquistare" il turismo cinese



Ho appena letto su l'Agenzia di Viaggi un articolo breve e stimolante su quanto fanno i nostri concorrenti:

"Gran Bretagna
Il governo britannico ha allo studio misure per facilitare l’emissione dei visti turistici per i cinesi, richieste con insistenza dalle imprese di settore, delle quali si è fatto portavoce anche Willie Walsh, ceo di Iag. Si parla di semplificare il modulo di richiesta – ora sono nove pagine, solo in inglese – ridurne il costo (che oggi supera di 20 sterline la media Schengen) e creare un database di visitatori regolari, che potrebbero andare e venire liberamente dalla Cina. L’obiettivo, tra l’altro, è di non perdere l’ondata positiva di arrivi guadagnata con le Olimpiadi e con il Diamond Jubilee della Regina, l’anno passato.

Francia
È la destinazione più popolare tra i turisti cinesi per il cibo raffinato e lo shopping di lusso. La Francia fa parte dell’area Schengen che dà accesso a 25 Paesi con un unico visto. Insieme alla Germania, ha aperto a Pechino un centro di emissione dei visti per agevolare gli ingressi.

Grecia
L’incoming cinese serve a tamponare la crisi in Grecia.  Nel 2011 gli arrivi dalla Cina sono stati circa 80mila, per incrementare il numero di visitatori il governo è al lavoro per semplificare i visti. In programma anche l’apertura di nuovi voli dretti tra i due Paesi e la riduzione dell’Iva sul cibo.

Stati Uniti
Il numero di visitatori cinesi è cresciuto del 30% nel 2012, anche grazie alle nuove regole sui visti. Le città più visitate sono New York, Washington e Los Angeles, dove negli Universal Studios molti impiegati parlano cinese.

Russia
Cina e Russia hanno firmato un memorandum d’intesa per favorire investimenti e cooperazione in campo turistico. Nell’ambito di questo accordo, il gigante asiatico  ha ospitato nel 2012 L’anno del turismo russo e la Russia ospiterà nel 2013 L’anno del turismo cinese.

Emirati Arabi Uniti
Tra il 2010 e il 2011 l’incoming cinese è cresciuto del 50% negli Emirati Arabi Uniti: una percentuale destinata a crescere dopo aver acquisito lo status di preferred destination per Pechino. Il motivo? L’offerta di lusso e lo shopping tax free. Negozi e t.o. dovranno adeguarsi accettando le carte di credito cinesi e assumendo personale dedicato"

Articolo originale qui:
http://www.lagenziadiviaggi.it/mobile_notizia.php?IDNotizia=168828&IDCategoria=1

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