martedì 16 aprile 2013

Turismo cinese. L'Italia in ritardo nell'accoglienza


Riporto di seguito qualche stralcio di un articolo zeppo di dati (non sempre coerenti), e non privo di spunti, a cominciare da questo:
"Le aree di miglioramento? I cinesi amano il clima mediterraneo, le vestigia imperiali, la moda e il lusso ma valutano l’Italia molto in ritardo sull’accoglienza, dentro a un contesto europeo già indietro agli standard dei paesi asiatici. I voli diretti, inoltre, sono ancora pochi, anche se le tratte aeree da e per l’Italia sono raddoppiate in un solo anno passando da 11 a 22, e la procedura per ottenere i visti è giudicata lunga e complessa".
Ecco altre riflessioni tratte dalla stessa fonte:
"Secondo dati della società di ricerche di mercato Hurun, comunicati dalla Camera di Commercio Italo-Cinese, a fine 2010 erano 800 mila i milionari cinesi, che apprezzano moltissimo gli status-symbol occidentali. L’80% possiede da 2 a 5 auto di lusso, da 3 a 10 orologi di lusso, spende almeno 50 mila yuan (5.300 euro) l’anno in musica classica, viaggia con grande frequenza all’estero, puntando su pacchetti all-inclusive in alto di gamma: da maggiordomo e guida privati fino a partite a golf, gioielli, atelier, crociere, ville storiche e hotel di lusso.
Ma anche la classe mercantile “media”, conferma una ricerca di Cesif-Global Blue, è un segmento molto interessante: 30-45enni, laureati, residenti nelle grandi metropoli, rappresentano quel 9% della popolazione cinese – ben 250 milioni di potenziali viaggiatori – con un tenore di vita e una capacità di spesa di livello occidentale.
Rispetto ad alcuni competitor europei, come Francia, Germania e Svizzera, il Bel Paese è partito con un certo ritardo per cogliere queste opportunità. Ma sta recuperando il terreno perduto. Dopo il boom dei viaggi-lampo, alcuni cominciano a optare per soggiorni più lunghi ad esempio in Costa Smeralda, ma il potenziale di crescita è altissimo. Le presenze calcolate dalla CCIAA Italo-Cinese sono circa un milione. (...)
Ma si potrebbe fare molto di più: secondo la CNTA – China National Tourism Administration, i cinesi che viaggiano sono stati oltre 70 milioni nel 2011 e 77 milioni nel 2012 (+9,6%), ma per un giro di affari di 40 miliardi di euro. Di questi il 70% preferisce ancora mete asiatiche. Nel 2015 – anno dell’Expo – potrebbero arrivare a 130 milioni, per 110 miliardi di spesa. Secondo l’UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, solo nel primo semestre del 2012 l’outgoing cinese è cresciuto del +20%. Il 2012 è caratterizzato da segnali molto positivi in questo senso, non solo in senso numerico: secondo l’agenzia nazionale cinese Xinhua, nei primi tre trimestri del 2012 i turisti individuali sono aumentati del +60%, contro il +15% dei gruppi, a conferma di una crescente occidentalizzazione negli stili di viaggio. Il turista individuale è il più interessante dal punto di vista della capacità di spesa: le fasce più alte possono arrivare ad avere budget fino a 11 mila euro solo per lo shopping."
Ed ecco dove trovare il testo integrale:
http://www.zeroventiquattro.it/economia-e-finanza/la-cina-protagonista-dellexpo-2015-ospite-a-bit2013/

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