giovedì 3 ottobre 2013

Riusciremo a convincere i burocrati che lo sviluppo del turismo richiede procedure per i visti più "umane"?


Leggo sul Corriere della Sera: "Centinaia di migliaia, qualcuno dice addirittura un milione, un milione e mezzo nelle previsioni delle sedi diplomatiche: per Expo 2015 è prevista una lunga marcia di visitatori cinesi in Italia, in particolare a Milano. Con quali visti? Da quale scalo?
È una questione che Daniele Hu affronta quotidianamente nell’agenzia di viaggi Rui Feng di via Farini. Hanno cominciato i genitori, ed era «primavera», in mandarino «Chang Chun»: si chiamava così il primo sportello in città per turisti da e verso la Repubblica popolare. Era il 1998. Tre sedi più tardi, con quaranta collaboratori e una padronanza della lingua dei nonni che ha dovuto rinfrescare - come molte seconde generazioni conosce meglio l’italiano -, Daniele a trent’anni è già un esperto del settore. Ed è un po’ allarmato: «Ad agosto i consolati di Pechino e Shanghai stavano ancora elaborando le richieste di visto di marzo...».

TEMPI TROPPO LUNGHI PER IL VISTO - Troppo tempo, da tre (quando va bene) a sei mesi (per la maggior parte dei casi) sono necessari a un aspirante turista cinese per conquistare il permesso a viaggiare in Italia. «Eppure è una meta molto richiesta - riflette Hu -, tutti vogliono venire qui almeno una volta nella vita: sanno che abbiamo il 40 per cento dei beni culturali del mondo. E poi c’è la moda». Che da sola assicura un giro d’affari considerevole: si calcola che un turista cinese spenda in media 985 euro in shopping durante il soggiorno in Italia. In genere viaggi rapidi, tre-quattro notti, una settimana, percorso classico Venezia, Firenze, Roma. A Milano il tour prevede Duomo, Castello Sforzesco e sempre Quadrilatero della moda, al punto che ormai in Monte Napoleone non c’è un negozio che non abbia assunto un commesso che sa il cinese.
Padronanza del mandarino molto utile anche se si aspira a un ingaggio su una nave da crociera: è l’ultima «scoperta» dei turisti da Oriente, racconta Daniele, tante tappe e molto mare, una formula che pare funzioni.

articolo originale qui:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_settembre_16/expo-cinesi-ostacoli-burocrazia-2223116279626.shtml

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