martedì 26 novembre 2013

In Italia mancano i professionisti che studiano il cinese



"In Italia non mancano le persone che studiano cinese. Da noi mancano i professionisti che decidono d’investire nello studio della lingua. Sono pochi gli ingegneri che studiano il cinese, gli architetti che studiano il cinese, i giuristi che studiano il cinese. C’è una penuria di economisti che studiano il cinese. E’ ovvio che non si può pretendere che un grande professore di economia si metta a studiare il cinese. Ma a un ragazzo di diciotto anni che s’iscrive a una facoltà di economia, e si suppone abbia già studiato l’inglese, che lingua vuoi insegnargli se non il cinese? Uno studente universitario che studia – per dire -  ingegneria automobilistica, o ingegneria dell’informazione, vorrà non studiare la lingua del paese più grande produttore di automobili, in cui c’è il gestore con il maggior numero di telefoni cellulari sulla faccia della terra? Negli anni ’50 studiavamo  l’inglese perché le più grandi fabbriche di automobili del mondo erano negli Stati Uniti. In Germania il cinese è la prima lingua nelle facoltà di ingegneria in Germania."
Dall'intervista al sinologo Federico Masini pubblicata da AGI China 24
http://www.agichina24.it/l-intervista/notizie/ricordi-e-visione-di-un-sinologo


1 commento:

  1. Verissimo, condivido in pieno ciò che ha espresso il mio ex professore Masini.
    Mancano i professionisti che studiano il cinese..e purtroppo mancano anche conoscenze e competenze spendibili nel campo del lavoro da parte di quei laureati in lingua cinese.
    Un corso di laurea stupendo come quello in lingue e civiltà orientali (che vanta professori preparatissimi, giovani ed appassionati), manca infatti di un serio collegamento con il lavoro, con le aziende..
    Anche a me verrebbe da pensare che un ragazzo di 18 anni che si iscrive ad economia (o ad ingegneria automobilistica, dell'informazione etc..), se il suo corso di laurea non lo prevede, potrebbe pensare seriamente di investire sulla lingua cinese..
    anche se mi piacerebbe rivolgere al Dott. Masini questa domanda:
    "quali risultati crede possa ottenere quello stesso ragazzo in lingua cinese?" mettiamo che in 5 anni di laurea specialistica affianchi lo studio della lingua cinese...quanto sarà mai in grado di comunicare in cinese ed in più acquisire terminologie specialistiche del settore anche in cinese?! io non credo che uno studente di economia ad esempio possa investire così tanto tempo nello studio del cinese perché Lei sa meglio di me che perfino una laurea in lingua e civiltà orientali focalizzata su lingua e cultura cinese non porta così "facilmente" al raggiungimento di livelli buoni-distinti di lingua cinese, ma richiede lunghi periodi all'estero, dedizione, volontà che vanno oltre gli anni universitari.

    giungo quindi brevemente ad una panoramica dei risultati che ho avuto modo di osservare:
    Laureati in cinese che si iscrivono a 25-28 anni nuovamente a corsi di laurea (o cercano disperatamente master vincenti o altri corsi post-laurea) perché non trovano il lavoro come speravano e intraprendono da zero altre carriere (come in economia) per completare la propria formazione.

    Dall'altra parte, laureati in economia (o altri professionisti) che s'iscrivono a corsi di lingua cinese illudendosi che in tempi non lunghissimi possano iniziare a parlare cinese e dare una svolta alla loro carriera..

    qual'è quindi la soluzione nel mondo lavoro per i due profili?
    ovviamente sta al singolo coltivare il più possibile capacità e competenze trasversali ma è veramente difficile..
    lascio suggerimenti e commenti a chi ha più esperienza di me!

    saluti,
    da un laureato in Cinese

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