mercoledì 14 maggio 2014

Il turismo cinese esplode, e noi?


Il numero dei turisti cinesi che va in vacanza all’estero sta esplodendo: i dati sono noti, ma Istituzioni, Governi e industria alberghiera sono in gran parte impreparati.
Ne parla Benjamin Robertson in un articolo dove intervista tra gli altri David Scowsill dell’Organizzazione mondiale del turismo.
I Governi sembrano assopiti, al massimo si fanno operazioni di belletto, i ritardi riguardano i voli aerei, le infrastrutture, il web e soprattutto le procedure dei visti! Si è vero, qualcosina si sta facendo, ma troppo poco ancora; e poi c’è l’incubo della richiesta dei dati biometrici (2015).
Con la formazione e le competenze adeguate, molti aspetti potrebbero essere risolti, ma ci vorrebbe un minimo di coordinamento. 
Avete visto quanti progetti scoordinati sono partiti in vista dell’EXPO?

Se sono veri i dati dell’Economist in base ai quali l’Europa (e l’Italia) ha perso 1/4 dei turisti cinesi che avrebbero voluto venire in vacanza da noi per le lungaggini dei visti, e se sono veri i dati riferiti all’incredibile numero di posti di lavoro che il nostro Paese ha perso proprio per questo, non si può che essere d’accordo con quanti, come Christian Nassetta, Presidente di Hilton WorldWide, sostengono che l’industria del turismo non ha il rispetto che merita, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

http://www.scmp.com/business/china-business/article/1504563/travel-trade-calls-shake-meet-mainland-china-tourist-boom

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