giovedì 25 settembre 2014

Occorre un tavolo trasversale sulla Cina


Ho pubblicato un articolo nel Blog di AgiChina24.
La tesi che sostengo è semplice.
Parigi ha una immagine straordinaria in Cina. La capitale francese è percepita come città romantica e capitale dello shopping di lusso. Ma nel rapporto tra i turisti cinesi e Parigi qualcosa sta cambiando.
Lo scorso anno Parigi ha ospitato 1 milione di turisti cinesi, a quanto pare però buona parte di loro non è rimasta contenta: la città che si è rivelata complessivamente più indifferente, che attenta all’accoglienza.
Ora però al tema generale dell’accoglienza si è aggiunto il problema dei furti, sempre più numerosi.
Così qualche mese fa la stessa polizia cinese ha seriamente preso in esame l’invio di agenti a Parigi per proteggere i turisti cinesi.
Pochi giorni fa il New York Times ha dedicato un lungo articolo a questo fenomeno concludendo che i turisti cinesi a Parigi sono vittime delle loro stesse aspettative irreralistiche, e segnalando come lo scorso anno i grandi marchi della moda avevano ipotizzato che se la situazione non dovesse cambiare, molti cinesi potrebbero optare per altre destinazioni, come la Gran Bretagna e in Italia.
E in effetti pare che in questo 2014 si registri un calo importante negli arrivi dei turisti di gruppo a Parigi, il che renderebbe più lontano l’obiettivo ambizioso di raggiungere il traguardo di 5 milioni di arrivi dalla Cina ipotizzato dal Governo francese per il 2020, come ho scritto nel Libro Bianco sul Turismo cinese che presenterò a Rimini al TTG il 10 ottobre.
C’è anzi chi parla apertamente di “Paris Syndrome” per indicare la condizione di disagio nella quale molti cinesi si trovano quando visitano la città, e si accorgono che Parigi non è solo una città museo, piena di bellezze storico artistiche.
Non credo ci sia bisogno di sottolineare quanto sarebbe importante anche per il nostro Paese potersi organizzare con una strategia verso il mercato cinese, che non sia solo turistica, pensata cioè solo a misura di alberghi e ristoranti, e gestita solo da Enti turistici, ma debba invece essere assai più ampia a articolata. La scadenza dell’EXPO sarà anche l’occasione per creare finalmente un tavolo “trasversale” sulla Cina?

trovate l'articolo integrale Sindrome di Parigi

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