sabato 18 ottobre 2014

Trentino e il turismo cinese. Una proposta di Alessandro Rognoni


Propongo di seguito l'intervista ad ALESSANDRO ROGNONI dell’associazione Export Trentino-Cina e Progetto Italia Cina, apparsa sulL’Adige di 16/10/2014

Non se ne vedono molti turisti nelle Valli Giudiciarie eppure qualche millionario orientale senza troppo clamore si è preso una villa nel comune di Spiazzo e ama passare l’inverno in Val Rendena. Lo assicura Alessandro Rognoni, professionista nel campo dell’internazionalizzazione sul mercato cinese, in possesso del patentino cinese HSK di livello 2.
La crisi in Ucraina, oltra a condurre ad una progressiva chiusura dell’export verso la Russia, avrà anche importanti ripercussioni sul comparto turistico, in quanto diversi tour operator russi hanno già optato per recedere i contratti per i flussi in uscita verso l’Italia e il Trentino. Il turismo russo nel 2013 nella zona del lago di garda ha visto un incremento del 35% rispetto all’anno precedente: gli stranieri hanno compensato in maniera ottimale l’assenza del turista italiano. A Campiglio solo cinque anni fa la presenza dei turisti stranieri era pari all’8%; oggi questa percentuale è balzata al 45%. Ci siamo concentrati moltissimo sui mercati di prossimità, diversificando poco le nostre attività verso nuovi paesi. Nel primo trimestre 2014, la Provincia Autonoma di Trento contribuisce, seppur in misura contenuta con un + 1,2 % a sostenere l’export nazionale. Per quanto concerne i paesi di sbocco, il mercato di riferimento per il Trentino rimane quello all’interno dell’area Ue, facendo registrare nel primo periodo del 2014 un decremento del 5,9% sull’export fuori dall’Unione europea. Nonostante la progressiva riduzione del gap esistente con le altre regioni limitrofe, il Trentino appare ancora molto sbilanciato verso Europa e Nord America, trascurando le opportunità create dai paesi emergenti. Perché puntare sul mercato cinese? La Cina detiene un ruolo primario nell’industria del turismo, in quanto è diventata il primo mercato al mondo in outbound, superando addirittura Stati Uniti e Germania. Il Giappone era già stato superato sul mercato asiatico nel 2002, con ritmo di crescita del 19% annuo. Nel 2012 il numero di viaggi effettuati dai turisti cinesi all'estero ammontava a 83,2 milioni, facendo registrare un incremento del 18,4% rispetto all'anno precedente. Inoltre, la spesa complessiva dei turisti outbound cinesi è stata di USD 102 miliardi nel 2012, con un aumento annuo del  37%, davanti a Stati Uniti (83,7 miliardi di spesa USD) e Germania ( 83,8 miliardi USD).  E ' inoltre previsto che il paese avrà 100 milioni di viaggiatori in uscita nel 2020. Diverse sono le criticità del sistema Italia, come per esempio la questione burocratica dei visti e dei pochi voli diretti rivolti verso il nostro paese; altri gap possono riferirsi per lo più alla mancanza di strutture ricettive adeguate alle esigenze dei turisti cinesi e soprattutto la questione culturale. Il mese scorso a Milano ho accompagnato un business man cinese a siglare un accordo commerciale con un grande partner italiano e poco ci mancava che l’affare saltasse per via di un dono in orologio: nella tradizione cinese è come augurare la morte di un’altra persona. Il turismo dello sci in cina? L’industria dello scii in Cina si è sviluppata in maniera esponenziale solo negli ultimi anni. Secondo i dati della Associazione ufficiale dello sci cinese, il numero degli sciatori in Cina è cresciuto da 10.000 circa a 5 milioni tra il 1996 e il 2010, mentre gli impianti sciistici sono passati da 9 a quasi 200. In poco meno di 15 anni lo sci è passato da attività di nicchia ad una vera e propria industria di massa, con forti investimenti per colmare le lacune con il mondo occidentale. I primi successi nazionali in questa disciplina sono registrati nelle olimpiadi invernali del 2010, dove la Cina è riuscita a vincere le prime tre medaglie della sua storia. Lo sci è diventato una vera e propria tendenza di lusso per la nuova classe di giovani milionari presenti nel paese. Ma la neve è veramente un business per il turismo cinese? I Tour operator cinesi offrono sci come parte integrante di un pacchetto più ampio, in quanto non vi è ancora la presenza concreta dei soli pacchetti dedicati a questo sporti invernale.  Nel 2015 verrà inaugurato nei pressi della capitale cinese uno dei resort più grandi al mondo servito da un centinaio di piste sciistiche, 2.700 camere d’albergo, una pista di pattinaggio, un centro congressi da tre mila persone, cinque campi da golf e un percorso la mountain bike ed equitazione.  Quindi vi sono ottimi presupposti di crescita. Per la prima volta nella storia dell’umanità ci troviamo di fronte ad un’economia globale, in cui tutto può essere prodotto e venduto in ogni momento e in ogni parte del pianeta. Attualmente sono in contatto con importanti aziende di stato cinesi al fine di agevolare l’entrata delle nostre imprese sul mercato di una piccola provincia cinese di 90 milioni di abitanti. Quotidianamente ricevo chiamate di imprese e albergatori, desiderosi di conoscere sempre di più il mercato in diverse province della Cina. Sono in dirittura d’arrivo accordi di gemellaggio tra scuole locali e cinesi: questa potrà essere un’occasione importante per rilanciare il turismo delle Terme di Comano, della valle del chiese e della Val Rendena.

Nell'immagine Luca, della Tenuta della Guardia, di Gavi, una azienda agrituristica "Chinese Friendly Italy", che ospita regolarmente turisti individuali cinesi

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