lunedì 7 settembre 2015

Svalutazione dello yuan, solo conseguenze negative?




Svalutazione dello yuan, solo conseguenze negative?
Previsioni sul turismo outbound cinese
articolo di Martina Onofri

Le borse hanno dovuto fronteggiare turbolenze inedite dovute al deprezzamento dello yuan. Mentre fino al 2005 la Cina adottava il sistema PEG al cambio col dollaro, sistema in cui vi era un tasso di cambio fisso, negli ultimi dieci anni ha usato un sistema che permette alla moneta di oscillare non più del 2% al giorno. Lo scorso 11 agosto lo yuan è stato svalutato dell’ 1,9%, la svalutazione più significativa degli ultimi venti anni. Il deprezzamento è continuato anche il giorno dopo, portando il cambio CNY/USD a un picco di 6,44 il 12 agosto. Nei giorni seguenti il tasso di cambio si è attestato attorno ai 6,38-6,4.
La confusione e le paure, insieme alle perdite, degli investitori internazionali stanno generando panico e sono in molti a disperarsi sull’influenza che lo sconvolgimento finanziario cinese potrebbe esercitare sull’economia degli altri Paesi.

C’è però chi sostiene che la reazione delle borse sia caotica perché queste non sappiano bene cosa stia succedendo. Il professore Giacomo Vaciago, economista e docente all’Università Cattolica, sostiene che quello degli azionisti sia un ragionamento elementare: la Cina svaluta perché è messa male, quindi consumerà meno. Vaciago afferma: “Non è così. L’economia cinese in questo modo si rafforza e non necessariamente a nostre spese, come qualcuno teme, perché ha bisogno che anche i clienti dei suoi prodotti restino in buona salute. Come consumatori, d’altra parte, i cinesi desiderano e continueranno a volere beni di lusso. Siamo davvero preoccupati per un paese che cresce ancora in modo importante? Prima la crescita era troppa, era gonfiata".
In effetti, la crescita economica cinese è rallentata, ma rimane a livelli elevati, parliamo pur sempre di una crescita annua del 6-7%.
È probabile che la svalutazione dello yuan influenzi anche il settore dei viaggi outbound. Ma questo significa per forza che in futuro meno cinesi andranno all’estero? Il boom dei viaggi all’estero dalla Cina ha già raggiunto il suo traguardo?

La risposta è negativa.
I viaggiatori cinesi prenotano i loro viaggi oltreoceano mesi in anticipo. La festa nazionale del 1°ottobre per i cinesi è una vacanza di una settimana(dal 1° al 7), durante la quale si ha il picco annuale della stagione dei viaggi. Il 90% dei voli e dei tour oltreoceano in questa “Golden Week” sono già stati prenotati. In molti hanno addirittura già acquistato i viaggi pensando a dove trascorrere il Capodanno Cinese del prossimo anno, a testimonianza del fatto che per ora il calo del valore dello yuan ha davvero un piccolo impatto sulle spese che i cinesi riservano al viaggio.

Le agenzie di viaggio in Cina hanno acquistato servizi di hotel, voli e attrazioni turistiche addirittura in anticipo rispetto al turista individuale, con l’obiettivo di formare, per tempo, pacchetti vacanze e hanno detto che i prezzi rimarranno invariati.
  
Anziché scoraggiare i cinesi dall’andare in vacanza all’estero, è probabile che la svalutazione cinese inciderà maggiormente sui loro livelli di spesa nelle città di destinazione. Secondo la China Tourism Academy, nell’ultimo anno la spesa outbound ha visto una crescita che sfiora il 20% e ha superato i 164 miliardi di dollari. Sicuramente, ad oggi, a catalizzare la maggior parte della spesa  all’estero dei turisti cinesi è soprattutto lo shopping, ma si riscontra una nuova disponibilità di spendere anche in proposte “avventura” ed esperienziali.

“La svalutazione ha sicuramente avuto un impatto e continuerà a farlo nel breve periodo”, sostiene Michael P. DiCarlo, vice presidente di Attract China. “Tuttavia”, aggiunge, “nel lungo periodo, avrà effetti positivi sull’economia cinese e sulla crescita della sua classe media, che, di riflesso, assicurerà lo sviluppo del settore dei viaggi outbound dalla Cina.”
La voglia di viaggiare dei cinesi non sembra frenata dall’instabilità finanziaria e con l’aumento del reddito disponibile e la diminuzione delle regole sui visti, ci si aspetta che saranno più di 120 milioni i viaggi cinesi all’estero entro la fine dell’anno e che le loro soglie di spesa rimarranno molto alte.



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