domenica 17 luglio 2016

Hong Ying, La donna vestita di rugiada



Ho appena finito di leggere “La donna vestita di rugiada” uno splendido romanzo di Hong Ying, pubblicato in italiano nel 2012 da Garzanti, e ahimè difficile da trovare in libreria.
E’ un libro molto bello, e leggendolo si ha più volte l’impressione di trovarsi di fronte ad un capolavoro. La storia è avvincente, il ritmo incalzante, e l’ambientazione molto attenta alla realtà delle cose descritte e agli avvenimenti storici. E anche se nella postfazione Hong Ying dice che il suo romanzo è il primo esempio di “narrativa d’hotel in lingua cinese” (ma – prosegue – non è il primo esempio di narrativa d’hotel cinese, perché a dare inizio a questo genere è stata negli anni ’30, Vicki Baum, scrittrice austriaca), direi che l’etichetta “narrativa d’hotel” non renda sufficiente merito ad un libro così ricco.


Non sono un esperto di letteratura cinese, ma avendo letto più di qualche autore, consiglio questo libro e più in generale i libri di Hong Ying a chi non la conosce. Il fatto è che in italiano si trova tutto sommato davvero poco di questa autrice, anche se di lei sono state tradotte diverse opere. In libreria trovate praticamente solo “I ricordi della seta” un libro autobiografico, molto sofferto, pubblicato da Garzanti nel 2015. Per usare le parole dell’autrice questo libro, assieme al precedente “La figlia del fiume”, è anche la storia della madre, e dei rapporti con la madre.

Tanto per capire di chi stiamo parlando, ricordo solo che:
- Hong Ying sul Social cinese "Weibo" ha oltre 2milioni e 600mila followers,
- il libro "La figlia del fiume" è stato tradotto in 30 lingue.

Su Hong Ying e sulla sua opera in italiano si trovano due tesi di Laurea. La prima è di Caterina Pintus, giovane sinologa davvero molto brava, che vive da qualche anno in Cina, e che mette a confronto tre autrici cinesi: Amy Tan, Chi Li e appunto Hong Ying. La tesi è sul ruolo della donna nella società cinese del passato e di oggi, e dei rapporti “madre e figlia”. Di Hong Ying Caterina Pintus esamina due opere: “La regina di Shanghai” e “Gli amanti del Tempio”.
L’altra tesi è di Giulia Dall’Ava che all’interno di una analisi più ampia sulla nüxing wenxue, la "letteratura delle donne" in Cina, esamina il caso Hong Ying, ed in particolare il suo libro più discusso “K l’arte dell’amore”, l’opera che ha generato più curiosità, e non solo da parte della critica.

“La Lettura”, supplemento del Corriere della Sera dell’1 novembre 2015, ha pubblicato un articolo di Hong Ying che inizia con queste parole: “In Cina nel periodo successivo alla Rivoluzione Culturale, la produzione letteraria era scarsa, la maggior parte dei romanzi occidentali era considerata letteratura indecente e riuscire a prendere in prestito le poesie di Dante era già una conquista. Io sono figlia di secondo letto. Lo sapevano tutti tranne la sottoscritta. Tutti, anche mia sorella maggiore e mio fratello maggiore. E tutti — vicini, compagni di studio, insegnanti — mi disprezzavano”. Lo trovate qui

Tra gli articoli apparsi in italiano che riguardano Hong Ying, segnalo l’intervista di Giovanna Tescione pubblicata su AgiChina nell’aprile di quest’anno: http://www.agichina.it/punta-di-pennello/notizie/mimidola-la-bambina-del-fiumebr-/il-nuovo-romanzo-di-hong-ying



Una intervista a Hong Ying è pubblicata anche nel libro "Un tè con Mo Yan" di Marco Del Corona, edito nel 2015.

Segnalo anche una breve scheda in inglese e una intervista apparsa sul China Daily: Finding Wonderland.

Se desiderate saperne di più su una delle autrici più importanti della Cina contemporanea, in Italia sono usciti: I ricordi della seta (2015), La donna vestita di rugiada (2012), Gli amanti del tempio (2008), La regina di Shanghai (2007), K: L’arte dell’amore (2005), Figlia del fiume (1998) e L’estate del tradimento (1997).
In attesa che esca in italiano l'ultimo suo libro "Mimidola, la bambina del fiume", per ora pubblicato solo in Cina.



Nessun commento:

Posta un commento