lunedì 14 agosto 2017

Il caso Amalfi


Cominciano ad essere molte le destinazioni italiane di successo in Cina, al di fuori della stretta cerchia delle città d'arte “cartolina”, alcune delle quali oggi in piena sindrome di turismofobia.
Dopo il caso di Alessandria, prima destinazione italiana ad avere adottato una strategia di successo con la Cina, e quello di Ferrara, città dove la Cina è saldamente al primo posto tra i mercati esteri, provo a descrivere brevemente il caso Amalfi. Tradizionalmente ad Amalfi il primo mercato estero asiatico è stato il Giappone. In Giappone film, libri, e un consolidato sistema di relazioni garantiscono ad Amalfi un flusso costante di arrivi lungo tutto l'anno. Da qualche tempo però al Giappone si è affiancato il mercato cinese. Tutto è iniziato nel 2013 con un ciclo di seminari e tavoli di lavoro su questo mercato, che hanno coinvolto diverse decine di operatori, in gran parte albergatori, ma non solo. E a dire il vero, non solo di Amalfi, ma di Ravello e di altre località della costiera. L'idea di una filiera Chinese Friendly, cioè di una rete trasversale che coinvolgesse assieme agli hotel anche ristoranti, guide e accompagnatori, negozi..., è stata proposta per la prima volta in Italia proprio ad Amalfi, e in questa località si sono sperimentate le prime modalità di marketing dell'accoglienza nei confronti di questo mercato; l'idea cioè che la Cina si "conquista" non con le campagne pubblicitarie, online o offline, o con le conferenze stampa di triste memoria, ma coinvolgendo gli ospiti cinesi e trasformandoli in alleati. Successivamente, grazie in particolare alle attività dei consorzi degli operatori, si sono organizzati eductour personalizzati per giornalisti e autori di guide turistiche cinesi, ed in particolare il Consorzio di qualità di Amalfi è stato presente più volte ad incontri e workshop in Cina.
Cosi oggi la costiera amalfitana gode di una buona rassegna stampa in cinese, e di ottime relazioni nel mondo dei giornalisti cinesi, con quello che ne deriva in termini di visibilità, posizionamento, e arrivi turistici individuali, quelli che le statistiche sul turismo chiamano FIT (Full Independent Traveler). “Si stima che in questi anni il turismo dalla Cina segni progressi annuali attorno al 10%” ha dichiarato Gennaro Pisacane, presidente degli albergatori di Amalfi.




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