mercoledì 25 luglio 2018

Cantieri Navali di Limite sull'Arno (FI) in Cina





Dalla fine del ‘600 ai primi anni del 2000 la comunità di Limite sull’Arno si è sviluppata grazie al fiumArno e alle attività aesso connesse, iparticolare la cantieristica, improntata iun  primo momento alla realizzazione di navicelli (lunghezza media di 17 metri e fondo piatto) per il trasporto fluviale delle merci da Firenze al mare e viceversa e, a partire dalla metà dell’800 con l’avventdellferroviLeopoldadgolette e brigantiniimbarcazioni dtipo medio da mare.

Sul finire dell’800 si aggiunsero anche le commesse della Regia Marina italiana, quindi dello Stato, un interlocutore che permise un passo avanti nella produzione navale locale e la diffusione dell’immagine limitese nel panorama nazionale. Agli inizi del ‘900 secondo la tradizione e i documenti conservati oggi nel Museo del Centro Espositivo della Cantieristica Navale e del Canottaggio “Mario Pucci” di Limite sull’Arno, a Limite nacque la nautica da diporto italiana e il cantiere Picchiotti, il primo in ordine cronologico e come grandezza, ebbe come cliente il noto compositore Giacomo Puccini.

In seno al cantiere, si sviluppò anche la passione per il canottaggio e si giunse, nel 1861 alla fondazione della prima società di questo sport in Italia; le gare in Arno erano un modo di trascorrere il tempo libero.

Nel 2016 una delegazione del Comune di Capraia e Limite e della Canottieri Limite è stata   ospite del Salone Nautico di Genova. In tale occasione, fu mostrata una foto di  un’imbarcazione costruita dal cantiere San Lorenzo Yachts (nato a Limite il 10 agosto 1958 e così chiamato in onore del patrono del paese) per un partner cinese. Sui fianchi dello yacht in navigazione a Shanghai, si nota il nome “Limite”riferimento palese a Limite sull’Arno, un piccolo centro che ha saputo guadagnarsi nei secoli una fama oltreconfine grazie alla maestria dei suoi artigiani, a cui l’Ucina (Unione Nazionale Cantieri Industrie Nautiche ed Affini) nel 2005 ha conferito l’ascia d’oro “al valore della tradizione artigianale” per l’attività di calafati, carpentieri e maestri d’ascia.

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