domenica 20 gennaio 2019

A 100 anni dal movimento del 4 maggio


“Per la Cina lo spartiacque tra ieri e oggi è il 4 maggio 1919”. Così Han Suyin

In quel periodo, nonostante la nascita della Repubblica - avvenuta nel 1911 - la Cina continuava ad essere trattata dai governi stranieri alla stregua di una colonia; in tutto il paese erano in corso guerre tra governi indipendenti guidati da generali che si comportavano come i condottieri rinascimentali italiani, gli uni contro gli altri armati, e gli ideali della rivoluzione che nel 1911 aveva portato alla fine dell’Impero sembravano traditi.
La prima guerra mondiale era finita nel 1918, e alla Conferenza di pace di Versailles, 
tutte le richieste della Cina per la revisione di quelli che i cinesi chiamavano  “Trattati ineguali”, furono rigettate.
In Cina - paese alleato delle potenze vincitrici - si festeggiava la pace aspettando che a Versailles fosse imposto al Giappone di restituire la provincia dello Shandong, che i giapponesi avevano occupato in precedenza, approfittando della situazione di debolezza della Cina.
Quando ci si accorse che tutte le speranze erano state vane e che le potenze occidentali avevano già firmato accordi segreti col Giappone, trattando la Cina non come un alleato, ma come un nemico, iniziarono le proteste.
Il 4 maggio 1919 gli studenti di Pechino scesero nelle strade per una manifestazione imponente, contro il Governo per la delusione per il trattato di pace di Versailles e anche per la mancata realizzazione degli ideali della rivoluzione repubblicana, e per l’atteggiamento troppo rinunciatario verso il Giappone.
Gli studenti di Pechino che erano scesi nelle strade assieme agli intellettuali, furono presto imitati in tutta la Cina (il movimento organizzò dimostrazioni in oltre 200 città). Tutti chiedevano riforme, e proponevano programmi rivoluzionari. Il movimento riuscì a contagiare anche la letteratura cinese che da allora si aprì alla lingua parlata.
“Da quel giorno – scrisse Han Suyin - la sfiducia nell’Occidente di tanti intellettuali cinesi divenne totale”. 
Fu in questa atmosfera che si formò una nuova classe di dirigenti cinesi, tra i quali Mao Zedong.
GD


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