domenica 26 luglio 2020

Una foglia nella tempesta




Da tempo sto cercando di fare riscoprire, e in qualche caso fare conoscere, autori che hanno scritto sulla Cina, che sono caduti nel dimenticatoio, ma che meritano invece di essere letti, perché sono ancora in grado di dare un contributo alla comprensione di un popolo e della sua cultura, assai di più di altri oggi osannati, e al confronto davvero modesti.
Con questo spirito torno a parlare di Lin Yutang e di due suoi romanzi.
Momento a Pechino” (876 pagg. Bompiani) è a mio parere il suo capolavoro, anche se l’autore lo presenta mantenendo un profilo molto basso e limitandosi a dire che non è “l’apologia della vita cinese”,  né “la glorificazione dell’antico modo di vivere”, ma piuttosto una “storia di come uomini e donne siano cresciuti e abbiano imparato a vivere gli uni con gli altri”. “Quelli che altrove son secoli, scrive Lin Yutang, non sono che brevi momenti a Pechino”.
Se volete saperne di più su questo libro ecco un post.
Una foglia nella tempesta” (570 pagg. Bompiani 1955), è la continuazione, la seconda parte di quell’opera meravigliosa che è “Momento a Pechino”, ambedue reperibili purtroppo solo nei mercatini e nelle piattaforme dell’usato.
I due libri assieme raccontano la storia della famiglia Yao dagli ultimi anni della Dinastia Qin alla seconda guerra mondiale. I personaggi più riusciti sono quelli femminili, Magnolia, Mannia, Paofen, Suyun... e grande protagonista di “Una foglia della tempesta” è Malin (che cambierà il suo nome in Tanni) che si divide tra l’amore per Yao Poya e l’amicizia per Lao Peng nello scenario della guerra contro gli invasori giapponesi.
Complessivamente dunque la descrizione delle vicende delle diverse generazioni della famiglia Yao è un’opera di quasi 1.500 pagine alcune delle quali davvero straordinarie, ricche di riflessioni sulla cultura, la religiosità, la superstizione, le ritualità, i modi di dire, i riferimenti ai classici, e soprattutto regole di comportamento che sembrano di un altro mondo, ma che invece sono parte integrante della cultura millenaria del popolo cinese, e che ancora oggi in gran parte sopravvivono, sottotraccia o con manifestazioni diverse. 
Per questo suggerisco la lettura di questi due romanzi anche a chi è interessato alla società cinese di oggi e a chi si occupa di relazioni con i cinesi.
GD

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