domenica 25 ottobre 2020

Quattro generazioni sotto lo stesso tetto



“No, no, credetemi, da noi, a Pechino le difficoltà non durano mai più di tre mesi”. E’ una delle prime frasi che si leggono nel romanzo di “Quattro generazioni sotto lo stesso tetto” di Lao She, pubblicato la prima volta nel 1949.

Una lettura travolgente che denota un passo diverso rispetto a quello di gran parte della letteratura cinese precedente. Lao She parlando della vita a Pechino e dell’occupazione giapponese iniziata negli anni ’30 del secolo scorso, mostra una capacità di descrizione dei personaggi, del loro carattere, delle loro emozioni, che non ho mai trovato negli autori cinesi del periodo.

“Quattro generazioni sotto lo stesso tetto” parla della vita di famiglie e di persone, alcune irrimediabilente legate al passato, che vivono nella stessa casa e nel vicinato dei vicoli di Pechino. E’ un romanzo “fiume” (cento capitoli, 1500 pagine), un romanzo “corale” citatissimo, ma non ancora tradotto in italiano. Come dicevo, l’autore indaga a fondo le relazioni tra i personaggi e all’interno della famiglia, ma riesce a farlo anche con leggerezza e humor, nonostante il clima di guerra che resta nello sfondo. 

Tra le pagine più belle quelle della descrizione della manifestazione nella piazza Tienanmen imposta dagli occupanti per festeggiare la caduta della città di Baoding, nei fatti un altro tassello che segna la perdita dell’indipendenza dei cinesi, e che viene vissuta come onta dai pechinesi obbligati a partecipare.

Una bella frase che si legge nel libro, per concludere: “La cosa importante non è il dono, ma la persona che lo offre”.

GD

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