martedì 30 luglio 2019

Il caso Moulins



Moulins è una cittadina francese di appena 20 mila abitanti, a circa 2.5 ore da Parigi. Qualche giorno fa un gruppo di 28 turisti cinesi, è giunto in visita alla città, un fatto così insolito da essere segnalato dalla stampa locale. E’ stata la prima volta infatti che il turismo cinese è arrivato a Moulins. 
Il caso è davvero interessante per capire quali sono le attuali tendenze del mercato cinese:
-      contrariamente all’idea che circola sul turismo cinese, il gruppo ha effettuato un viaggio verso un solo paese, la Francia, della durata di 13 giorni, ben 7 dei quali nella provincia francese!
-      Moulins, cittadina davvero poco conosciuta dal punto di vista turistico, non è stata meta di una semplice escursione, una visita, ma di un vero e proprio soggiorno, anche se breve (poco più di due giorni),
-      il viaggio è stato organizzato interamente da operatori cinesi, evidentemente esperti del territorio.

Di norma si ritiene che i cinesi conoscano della Francia, così come per l’Italia, solo le mete più famose (Parigi, Mont Saint Michel, i castelli della Loira…), ma evidentemente non è più così. I cinesi, come questo Blog sostiene da tempo, desiderano vedere anche dietro le quinte, e sono turisti che vogliono sperimentare un altro tipo di accoglienza.

Nei commenti della stampa locale è emerso che:
-      i turisti cinesi sanno bene quanta fatica si fa a visitare, soprattutto nei periodi di alta stagione, le mete classiche quando ovunque, non solo al Louvre o a Versailles, occorre fare file estenuanti, 
-      e hanno già sperimentato le destinazioni “fuori dal solito giro” dove è possibile respirare un po’ di autenticità e sperimentare lo stile di vita dei luoghi, lontani dalle esperienze standard dei centri commerciali e delle vie dello shopping. 
GD

Foto di Ariane Bouhours

https://www.lamontagne.fr/moulins-03000/actualites/des-touristes-chinois-nouvelle-manne-pour-moulins_13598657/#refresh

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lunedì 22 luglio 2019

Pagamenti digitali, accordo tra Banca Sella e UnionPay



Entro l'anno le carte dell'operatore cinese saranno accettate dagli oltre 80 mila negozi fisici che utilizzano i Pos della banca
Continua a crescere la rete di accettazione della carte UnionPay in Italia, sostenuta anche dallo sviluppo del turismo. Un grande passo avanti è rappresentato dall'accordo appena annunciato tra Banca Sella e la società cinese che vanta la più ampia base di carte di pagamento al mondo. Grazie alla partnership siglata, entro l'anno tutti i negozi e le attività commerciali che utilizzano i Pos di Banca Sella – oltre 80 mila esercizi tradizionali - potranno accettare le carte emesse da UnionPay.

Si stima che nel 2019 saranno oltre 3 milioni i turisti cinesi che trascorreranno in Italia le loro vacanze, facendo spese e acquisti. Un flusso importante di persone che, grazie all'accordo siglato potranno utilizzare le proprie carte UnionPay per pagare presso tutte le attività dotate di Pos di Banca Sella. "È un vantaggio importante per i nostri merchant – sottolinea Bordiga – che possono così cogliere le opportunità di un mercato in continua espansione".
http://www.bancaforte.it/notizie/pagamenti-digitali-accordo-tra-banca-sella-e-unionpay-R13931g


venerdì 12 luglio 2019

Accordo Italia Cina a difesa dei turisti



Riprendiamo da Katane, newsletter de Il Foglio a cura di Giualia Pompili (5 luglio)

"Sono ricominciati i pattugliamenti congiunti tra Forze dell'ordine italiane e cinesi. Questa volta in Cina: otto tra poliziotti e carabinieri, con le loro uniformi, saranno in giro a Pechino, Shanghai, Chongqing e Guangzhou e “aiuteranno a risolvere i problemi di sicurezza dei turisti italiani”. Ora, capirete anche voi che in quattro città che insieme fanno 90 milioni di persone, quattro poliziotti e quattro carabinieri non sono granché. L'obiettivo dell'accordo infatti non è tanto il pattugliamento italiano in Cina, ma il contrario: quello cinese in Italia. “Il pattugliamento congiunto è reciproco”, scrive Xinhua, “Sin dal maggio 2016, la Cina ha inviato tre gruppi di agenti di polizia per pattugliare le strade in Italia. I funzionari italiani hanno pattugliato congiuntamente Pechino e Shanghai nell'aprile 2017”. Ne aveva parlato Alessandra Spalletta qui.

giovedì 4 luglio 2019

Tra i turisti internazionali sono i cinesi a trainare gli acquisti in Italia



Nei primi cinque mesi del 2019, grazie, in particolare, ai tassi di cambio favorevoli per le principali valute, le vendite esentasse nel Bel Paese sono cresciute del 13% rispetto allo stesso periodo del 2018, trainate dai turisti cinesi (con un peso del 29% sul totale degli acquisti tax free), russi (12% del totale) e statunitensi (8%). In aumento anche lo scontrino medio dei Globe Shopper, con un rialzo complessivo del 9%, arrivando a 943 euro (fonte Global Blue).
A parlare di questo scenario a Roma è intervenuto Francesco Pesenti Barili, Senior Market Representative di UnionPay, il circuito di carte di pagamento maggiore al mondo per numero di carte circolanti, emesse in 52 paesi e regions, accettate in 174, con una copertura pari a 55 milioni di esercenti e 2,9 milioni di sportelli ATM. 

Fonte askanews http://www.askanews.it/economia/2019/07/03/global-bluecresce-a-doppia-cifra-tax-free-shopping-nella-capitale-pn_20190703_00259/

giovedì 27 giugno 2019

Giuseppina Croci, emigrata in Cina a fine 800



Giuseppina Croci, prima italiana a emigrare in Cina, a fine 800
“Giuseppina  Croci (1863-1955) era nata a Castano Primo (MI) e quando aveva 27 anni intraprese da sola un viaggio per mare, da Genova a Shangai a bordo di un bastimento a vela, per lavorare nella filanda che il suo ex datore di lavoro aveva trasferito in Cina.
Tenne il diario dei trentasette giorni di navigazione in cui descrisse i porti in cui si era fermata, le città che aveva visitato e rimase sorpresa dal differente senso del pudore prima degli arabi, poi degli indiani, quindi dei cinesi. 
Arrivata dal proprietario della filanda, Daniele Beretta, si sentì al sicuro e abbandonò la scrittura per dedicarsi al lavoro. 
Tornò in Italia dopo cinque anni, con 30.000 mila lire in tasca, la conoscenza di due nuove lingue e molte “favole cinesi” da raccontare.
Giuseppina era nata quasi povera, figlia di un piccolo fabbricante di spazzole, era la prima di dodici sorelle alle quali aveva dovuto far da madre.”
Il suo racconto è custodito nel piccolo museo del diario di Pieve Santo Stefano

Il testo è tratto da: