lunedì 20 luglio 2020

Pearl S. Buck e Xu Zhimo. Una storia d’amore?


Tra gli autori che hanno ancora molto da dire a chi si interessa di cultura cinese e che meriterebbero di essere riscoperti e ripubblicati, c’è Pearl S. Buck (1892 – 1973), premio Nobel per la letteratura grazie ai suoi lavori sulla Cina, dove ha vissuto 40 anni. In italiano sono stati pubblicati una trentina dei suoi romanzi, dei quali, oltre alla “Buona Terra” primo romanzo di una trilogia che le valse il Nobel, segnalo “l’Esilio”, il suo primo libro, e per me il più bello, nel quale racconta la vita di sua madre ed il forte legame con lei. 
Nella sua autobiografia “Le mie Patrie” (Mondadori, 1956) Pearl S. Buck parla più volte della rivoluzione letteraria degli anni ’20, e in particolare del conflitto tra intellettuali cinesi legati alla scuola classica e i giovani intellettuali che ritenevano che lo stile letterario dovesse cedere il posto ad uno più semplice, più vicino alla lingua parlata. Per inciso nella Cina di quegli anni si citava spesso l’esempio dell’Italia, e di Dante, che aveva avuto il coraggio di utilizzare il volgare al posto del latino.
Qualche riga dell’autobiografia della Buck è dedicata ad un giovane scrittore, un poeta “avvenente e assai amato” dal pubblico, che andava fiero dell’appellativo di “Shelley cinese”, e con il quale Pearl Buck si intratteneva nel suo soggiorno. “Lo Shelley cinese – scrive – morì giovane e fu un peccato perché non mancava di mezzi. Avesse superato la fase shelleyana avrebbe certo potuto diventare se stesso; ma appassionato d’aviazione, fu tra i primi a dedicarvisi e perì in un incidente”. 
Chi era dunque il poeta cinese del quale la Buck non fa il nome? Non è difficile individuare in quella breve descrizione Xu Zhimo, intellettuale che perfezionò i suoi studi negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, nel 1922 tornò in Cina, fondò una rivista letteraria che ha lasciato il segno nella cultura cinese, ed ebbe il tempo di venire in Italia, dedicando versi bellissimi a Firenze e Venezia, prima di morire in un incidente aereo nel 1931.
Nonostante le righe che Pearl Buck dedica a Xu Zhimo siano abbastanza distaccate, uno studioso ha ipotizzato che tra i due vi sia stata una storia d’amore, forse anche molto lunga, e spezzata solo dalla morte di Xu. Di questa ipotesi non si sono trovate conferme o testimonianze concrete, a parte qualche pettegolezzo riferito relativamente di recente. Ciononostante la scrittrice cinese Anchee Min nel suo libro “Pearl of China” - una ricostruzione romanzata della vita di Pearl Buck - immagina e descrive come avrebbe potuto essere il legame d’amore tra la Buck e Xu Zhimo, ambedue al tempo già sposati. 
A mio parere quanto scrive Pearl Buck dimostra solo una forte ammirazione verso il giovane poeta. Il testo è nella foto, voi cosa dite?
GD
Xu Zhimo

                                                                             Pearl S. Buck 

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