lunedì 3 agosto 2020

"La prima moglie" e gli altri racconti di Pearl S. Buck sulla Cina



Pearl Buck cominciò a scrivere libri relativamente tardi, aveva deciso infatti di fare esperienze, conoscenze ed incontri così da poterli poi trasferire nei romanzi, nei saggi e nei racconti, assieme alle sue riflessioni sulla Cina, sull’attualità e la cultura cinese.
Nei suoi libri ambientati in Cina (altri sono ambientati in India, in Giappone, in Corea e negli Stati Uniti) si ritrovano i ritmi della società antica indissolubilmente legata a Confucio, e l’incontro tra quella cultura e gli occidentali, in particolare i missionari protestanti e le loro famiglie. 
Nei suoi libri si trovano poi quei giovani cinesi occidentalizzati, che hanno viaggiato e studiato all’estero, che non conoscono davvero la Cina perché non la amano, che non vogliono seguirne le tradizioni e la saggezza antica; e assieme a loro si trovano gli occidentali andati in Cina per conquistarla, che vivono tra di loro, che non inviterebbero mai un cinese in casa, servitù a parte, che non conoscono la sua cultura millenaria e non sanno decodificare i comportamenti dei cinesi verso i quali si sentono superiori, e che al fondo disprezzano. 
Nei suoi libri si trovano i cinesi del popolo, in mezzo ai quali Pearl è cresciuta fin da bambina e dai quali ha imparato racconti, superstizioni e tradizioni che a sua volta ripropone; si trovano i militari e i Signori della guerra, i comunisti e i nazionalisti, l’esercito giapponese occupante, le battaglie e le guerre vissute da vicino, e dalle quali più volte dovette fuggire.
Nei suoi romanzi Pearl Buck trasferisce impressioni e ricordi dei tanti incontri che ha avuto con letterati e politici, e con gente semplice, umili contadini, pescatori, studenti, persone di servizio, assieme ai viaggi in America e le visite ai parenti, le case dove ha abitato, traslochi compresi, e soprattutto i suoi legami familiari con la madre, il padre, il mondo delle missioni in Cina.  
Dei suoi 44 romanzi il più famoso è “La buona Terra”, primo di una trilogia che  - assieme a “Stirpe di Drago” e “La famiglia dispersa” - racconta le vicende della famiglia Wang dalla vita contadina, umile e patriarcale, al riscatto. Universalmente riconosciuto come il capolavoro di Pearl S. Buck, le diede una notorità internazionale.
Segnalo di seguito qualche altro titolo: La prima moglie” un racconto potente che descrive l’impatto che ebbe l’arrivo dello stile di vita occidentale nella Cina legata ai valori tradizionali. Giustamente definito un capolavoro, lo trovate in “Vento dell’est: vento dell’ovest”, pubblicato da Mondadori. 
Cielo cinese” è il racconto di una storia d’amore tra due medici americani in un ospedale di una piccola cittadina cinese continuamente bombardata dai giapponesi e difesa da guerriglieri cinesi. In parte il libro riecheggia le vicende raccontate nel classico della letteratura cinese “I Briganti”, tradotto in inglese dalla stessa Buck con il titolo “All men are Brothers”.
Peonia” un romanzo affascinante che racconta la vita dei discendenti degli ebrei giunti in Cina prima dell’anno mille. La vicenda si svolge all’interno della famiglia Ezra, a Kaifeng, dove la prima Sinagoga fu costruita nel 1163. Peonia è la schiava cinese innamorata di David che è combattuto tra desiderio di accettazione da parte della società, e quindi di assimilazione, e obbligo di continuare la tradizione ebraica. 
Angelo guerriero” è la storia di suo padre, e della sua “chiamata” missionaria un Cina dove visse per più di mezzo secolo, e dove morì a 80 anni. Animo forte e battagliero e al tempo stesso mite e felice di donare tutto il proprio tempo al suo credo, girò la Cina in lungo e in largo, spesso da solo. 
L’esilio” che racconta la vita di sua madre cui fu sempre molto legata. E’ il suo primo libro scritto, anche se non fu il primo ad essere pubblicato, ed è quello che quando lo lessi, molti anni fa, mi piacque di più.
Qui trovate un mio post nel quale riprendo una pagina della sua autobiografia 
E qui infine un mio post dedicato ad uno dei suoi romanzi scritti sulla Corea 
GD


1972. Questa la risposta dell'Ambasciata cinese in Canada alla richiesta che Pearl S. Buck , all'età di 79 anni, fece di poter visitare la Cina, paese nel quale aveva vissuto oltre metà della sua vita, e nel quale era la tomba di suo padre.

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